Così non si va da nessuna parte

Oggi faccio una digressione nel tennis, sport che amo e seguo da sempre e che mai avrei pensato potesse darmi, come italiano, così tante soddisfazioni. L’ho anche praticato in gioventù, ma con risultati che definire modesti è già esagerato. Il fatto è che non bastava colpire decentemente di braccio, bisognava anche muovere le gambe e farlo alla svelta.

Lorenzo Musetti ha un talento straordinario, è nato per stare su un campo da tennis. Purtroppo la sua testa non si sta rivelando all’altezza e se non riuscirà a fare in fretta un salto mentale di qualità resterà sempre un incompiuto, capace di grandi acuti, ma anche di tonfi clamorosi. Questa dichiarazione di ieri è una dimostrazione della sua mentalità perdente.

Prima di tutto c’è una totale mancanza di rispetto nei confronti dell’avversario.

Inoltre ragionando in questo modo non si va da nessuna parte.

Lo so anche perché nel mio piccolo, anzi piccolissimo, mi capitò in passato di fare discorsi simili nel biliardo, quando perdevo da avversari che pensavo (sapevo) essere nettamente inferiori. Abbastanza in fretta ho capito che ogni volta, contro chiunque, si chiami Iuri Minoccheri o Maurizio Andreoli (per citare i due estremi), si parte sempre da zero. Quello che hai fatto fino al giorno prima, fino a un minuto prima, non conta.

Penso che ormai manchi poco al momento in cui abbandonerò di nuovo, e questa volta definitivamente, i panni verdi. Fino a quel giorno mi sforzerò di ragionare sempre partita dopo partita, anzi tiro dopo tiro. Non sempre ci riuscirò, ma la strada è quella.

Poi sarà il momento di raccontare ai nipotini le mie “imprese”. Purtroppo ci metterò poco… Magari cercherò di infiocchettarle per bene.

Una risposta a “Così non si va da nessuna parte”

  1. Se la fisbb desse maggiore spazio ai biliardi con buche, al di là della ” finzione ” definita campionato italiano, cosa potrebbe succedere? saluti

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