Divago un po’, fa ancora tanto caldo e qualche sfogo devo pur trovarlo.
Saprete tutti che ieri è morto Varenne, 31 anni, il più grande trottatore di tutti i tempi. Stamane ho letto un sacco di articoli e una delle frasi che mi ha fatto riflettere l’ha detta Enrico Vanzina, sceneggiatore del mitico “Febbre da cavallo”, film di cui potrei citare a memoria almeno una ventina di battute. La riporto fedelmente.
“Le sale corse sono uno dei posti più democratici del mondo. Lì c’è parità sociale. Vera. Assoluta. C’è il principe e quello che sta in bolletta, non esistono povero e ricco, ci sono solo i matti, tutti uguali, con un solo argomento, con gli occhi fissi, la frenesia, le certezze. Tutti con la stessa malattia”.
Non mi vergogno ad ammettere che in gioventù anch’io ho frequentato per un po’ di tempo le sale (erano ben diverse dalle attuali, almeno credo) e Vanzina ha perfettamente ragione. È la stessa assonanza che c’è con quelle che, sempre anni fa, erano le sale biliardi, allora intrise di fumo. Ne abbiamo già parlato qui.
Potevi trovarci il dottore e l’operaio, il musicista e lo spiantato, il ladro e il poliziotto… Tutti accomunati dalla stessa malattia. Tutti con la stessa patente per giocare, parlare, discutere, litigare. La scala dei valori non era dettata dalla condizione sociale, semmai dalla capacità di fare filotto o di andare a un millimetro dal pallino. Così come nelle sale corse l’esperto (Stefano Benni direbbe il tennico) spesso era quello con meno soldi in tasca e più problemi nella vita di tutti i giorni.
Dunque democrazia? Probabilmente Vanzina ha ragione, però poi, ragionandoci, mi è venuta in mente un’altra cosa: la degenerazione apparentemente inesorabile in atto da quando i bar si sono trasferiti nei social. Per farla breve, ormai l’appiattimento impera e la cultura, lo studio, le conoscenze, sembrano quasi essere diventate un disvalore. Ora la signora Pina ti spiega come curare una polmonite meglio di un medico, poi c’è un tizio che recensisce ristoranti, altro che la guida Michelin. Per non parlare di chi ci spiega che la Terra è piatta, di quelli che nessuno è mai andato sulla Luna eccetera eccetera.
Democrazia? Non proprio. Mi sentivo più a mio agio in sala corse a studiare Trotto Sportsman e a confrontarmi col Dottore. Che non credo fosse davvero un dottore, ma almeno non mi prescriveva medicinali, solo vincenti e piazzati.



