La ditata

La partita è in bilico. C’è un pallino quasi a riga da spingere su. Una trentina di centimetri più o meno. Va sempre bene. Il tiro più semplice del mondo, anzi non si può nemmeno considerare un tiro. Potresti farlo con la sinistra, bendato, di spalle… Esegui e manchi completamente il pallino. Non lo sfiori nemmeno.

Resti lì incredulo, come frizzato, impietrito. In sala tutti ridono e non puoi certo biasimarli: rideresti anche tu al posto loro. Eppure non c’è stato nessun movimento tellurico. Cosa può essere successo? Forse una ditata. Paolo Villaggio direbbe mi si sono intrecciati i diti.

Un giocatore non si giudica da un calcio di rigore, ma quello era molto più semplice, eri davanti alla porta vuota con nessun avversario intorno e il pallone è finito fuori. Di colpo non conta più nulla. Non contano più i tiri sbagliati e quelli azzeccati che hai fatto fino a quel momento (avevi anche preso un bel calcio da 20 a tutto braccio). Non conta nemmeno il tiro successivo della disperazione, con cui inevitabilmente sanzioni la sconfitta tua e del tuo compagno di coppia. Sei ancora inebetito. Incredulo. Ti chiedi solo come mai sei lì e non a casa tua, sul divano a guardare la Champions. L’unica cosa che puoi fare è salutare, uscire, salire in macchina.

Forse è stato un segnale da lassù. Forse è davvero giunto il momento di restare sul divano. In fondo, come direbbe il tuo amico Luca Casadei, ormai hai una certa. In questa “seconda carriera biliardistica” (virgolette obbligatorie) ti sei addirittura preso alcune soddisfazioni che non ti saresti proprio aspettato.  Potresti chiudere la stagione ormai agli sgoccioli, prendere le tue maglie e portarle ai tuoi capitani. Pensa un po’: giochi addirittura in due squadre diverse.

Lo farai? Chissà. Intanto lo smartphone ti avvisa che è arrivata una mail. La apri e, ironia della sorte, c’è scritto che il guantino che hai appena ordinato su Amazon è stato spedito all’indirizzo richiesto.

 

Zero voglia

Buongiorno. Abbiate pazienza ma all’improvviso mi è passata la voglia di fare cronaca. Sono deluso e incazzato per una cosa che non mi riguarda direttamente, ma non mi lascia indifferente. L’improvviso immotivato ostracismo nei confronti di una persona che da anni si fa il culo,  girando l’Italia e regalandoci riprese, cronache e commenti, grazie alla sua straordinaria passione per il gioco del biliardo, beh abbiate pazienza ma questa roba proprio non mi va giù. E anche se non c’è legame diretto con il mio blog, in qualche modo mi va di esprimere solidarietà. Insomma zero voglia di scrivere. Magari ci ribecchiamo più avanti.

 

I numeri aggiornati

L’amico Fabio Rossi mi invia le statistiche aggiornate dopo 14 giornate di campionato in A1 Emilia Romagna. Ora guida solitario Daniele Ricci della Taverna Verde, che ha perso una sola partita contro Stefano Bussei del Tex Master. Tra le coppie una menzione particolare per il giovane Tioli (che gioca con Vecchi), anche lui del Tex Master.