Taverna Verde e Caffè delle Rose si staccano lievemente in testa, ma dopo nove giornate di campionato la situazione è ovviamente ancora molto incerta nel Campionato di A1 emiliano-romagnolo. Leggi tutto “Una coppia allunga”
Rimonte a metà
Taverna e Tozzona vanno sotto con le coppie, ma i forlivesi ribaltano il risultato con i singoli, mentre gli imolesi riescono solo a pareggiare. Ne approfitta il Caffè delle Rose che sale al secondo posto. Leggi tutto “Rimonte a metà”
Sorpasso in curva
La Tozzona 1 inciampa a Novellara e ne approfitta la Taverna Verde che passa, non senza problemi, proprio in casa della Tozzona 2. Leggi tutto “Sorpasso in curva”
Brilla il Tex Master
Dopo sei turni di campionato la situazione è ovviamente ancora molto fluida. Sono in testa le due squadre favorite, ma la classifica è corta e la Tozzona 1 (che ha 2 punti di margine) mi pare abbia avuto un calendario finora più agevole rispetto a quello della Taverna Verde. Leggi tutto “Brilla il Tex Master”
Volano Sasso e Ritrovo
La prima notizia è che non c’è più nessuna squadra a punteggio pieno. Ma la quinta giornata di A1 ha regalato altri spunti interessanti. Leggi tutto “Volano Sasso e Ritrovo”
Tozzona sola in vetta
Battendo, non senza sudare, la Clai Sasso Morelli, la Tozzona è l’unica squadra a punteggio pieno dopo quattro giornate di campionato nella serie A1 Emilia Romagna. Leggi tutto “Tozzona sola in vetta”
La Taverna rallenta a Sasso
Si conclude in parità l’incontro tra Sasso Morelli e Taverna Verde. Restano così tre squadre al comando a punteggio pieno dopo tre giornate in A1: Tozzona 1, Caffè delle Rose e Punto. Leggi tutto “La Taverna rallenta a Sasso”
Quattro cappotti
Anche la seconda giornata di A1 non ha riservato grandi sorprese, ma qualche spunto interessante c’è stato. Leggi tutto “Quattro cappotti”
Pronti, via
L’A1 è ripartita. Lunedì 14 settembre si è disputata la prima giornata di campionato sulla quale non mi dilungo. Per la vostra curiosità pubblico i referti e direi che non ci sono stati risultati a sorpresa.
Sig transit gloria mundi
Sarà che a me hanno sempre insegnato un altro modo di fare giornalismo. Oddio insegnato non proprio. Nessuno allora ti insegnava nulla. Eri tu che dovevi prendere esempio, succhiare da quelli che ti sembravano i migliori. Io ci ho provato e non sempre ci sono riuscito. Ma l’ultima cosa che un giornalista dovrebbe fare è cedere al protagonismo. Al narcisismo. Diventare lui stesso la notizia. Per quello che dice e per quello che scrive. Per come lo dice. E per come lo scrive.
È un po’ ciò che accade con la nuova scuola (non proprio nuova a dire il vero) dei telecronisti sportivi. Tutti impegnati a urlare sguaiatamente, a scandire un’iperbole dopo l’altra. Tutti tesi a cercare una propria originalità, unicità, a diventare loro (e non ciò che commentano) i protagonisti. Marquez c’è. Su i motori. No trip for cats… Potrei andare avanti a lungo passando agli urlatori calcistici.
Già ma io prima parlavo di Sigfrido non di sport. Si era capito credo. Se si potesse una sola volta, in questo Paese, mettere da parte il proprio tifo, politico o calcistico che sia. E invece no. Critichi Ranucci sei di destra. Lo difendi sei di sinistra. Fascisti e comunisti. Un po’ come interisti e juventini.
Così ora che viaggia sulle nuvole dell’odio-amore popolare, preso dal fervore mitomane che evidentemente albergava in lui, il nostro Sig mi appare sempre più proteso a ergere se stesso a unico paladino della libertà di stampa, venerabile esempio di obiettività, libero da condizionamenti, duro e puro. Lui, solo lui e nessun altro.
Quindi direi che Sig è quasi pronto. Forse abbiamo un generale dall’altra parte del fronte. E forse il titolo di questo articolo è sbagliato: ora la vera gloria attende Sig, altro che transit.
Ps: leggo ora e copio qui perché condivisibile ciò che scrive Annalisa Cuzzocrea (Repubblica)
Per difendere Report e l’importanza di una trasmissione di inchiesta nella televisione pubblica, dovremmo forse smettere di costruire totem intoccabili e di pensare che ci siano portatori di verità assolute o programmi sempre infallibili. Dovemmo guardare agli errori del conduttore — che resta, secondo le carte giudiziarie, pur sempre la vittima di un attentato compiuto da un faccendiere con intenzioni oscure — senza usarli per distruggerne la reputazione, ma senza la condiscendenza dovuta a chi si considera dalla parte dei buoni.
