Il 27 febbraio titolavo “Imola: mani sullo scudetto”. La Bocciofila aveva accumulato 8 punti di margine sulla seconda in classifica e i giochi sembravano fatti. Com’è andata ormai lo sapete. Imola ha colpevolmente tolto le mani da quello scudetto, alla Taverna Verde non è sembrato vero e ci ha messo le sue. Così la squadra di Forlì si è riconfermata al vertice del Campionato di A1 emiliano-romagnolo e a Cervia nel prossimo week end difenderà i colori della regione nel Campionato Italiano Csb.
Cosa sia accaduto è tema di discussioni, interpretazioni e perfino pettegolezzi nei quali non mi addentro in questa sede. Certo qualcosa ha minato la solidità del gruppo imolese, che fino a quel momento appariva granitica. La Taverna Verde peraltro ha il merito di avere sempre creduto nella possibilità di ribaltare la situazione, non ha mai mollato e alla fine ha festeggiato ancora una volta.
In ordine sparso Angelo Corbetta, Daniele Ricci, Valentino Cristofori, Giuseppe Peruchetti, Luca Molduzzi, Leonardo Daminelli, Marco Basso, Gianluca Naldi, Massimo Cicali, Romano Santini, Loris Ravaglia. Sono stati loro i protagonisti della cavalcata. Ora la finale della Coppa dei Campioni contro l’Olimpico, la Stella di Romagna e, come detto, il Campionato Italiano Csb.
Un po’ di spazio in più voglio però dedicarlo a un giocatore che non finisce mai di stupirmi: Valentino Cristofori. Ha chiuso il campionato con una statistica mostruosa, impressionante: 30 vittorie su 34 partite. Sono certo che nemmeno lui si aspettasse una percentuale del genere.

Valentino è uno stakanovista del biliardo. Mia moglie ogni tanto mi chiede (scherzando ma non troppo) “Dove gioca stasera Valentino?”. Seguitemi: A1, A2, Goriziana, Endas, Uisp, gare varie nei week end… Come faccia francamente non so dirvelo, anche perché il biliardo Fisbb e quello Uisp (con le buche) sono quasi due sport differenti. Eppure lui mantiene sempre una costanza di rendimento invidiabile.
La forza principale di Cristofori è l’applicazione che mette nel migliorarsi continuamente. Fino a qualche anno fa era soprattutto un giocatore di quelli che si definiscono “punto e bocciata”. La solidità era la sua forza principale. Il biliardo però evolve, ormai richiede anche altro e lui ha capito che, per continuare a competere con i due o tre più forti in assoluto, doveva crescere soprattutto nei tiri di realizzo. Detto e fatto. Il suo gioco è diventato sempre più aggressivo e i risultati si vedono. Del resto parliamo di un Master di boccette e di goriziana, quindi si trattava soprattutto di lavorare su aspetti del gioco che già conosceva.
Ripeto ancora una volta: 30 vittorie su 34 partite nel campionato più difficile d’Italia, in cui ogni giovedì incontri avversari fortissimi che non ti regalano niente. Non so dirvi se in passato altri giocatori hanno chiuso con una percentuale simile.
Peccato che le settimane siano solo di sette giorni, altrimenti chissà, si potrebbe provare un’esperienza nel bowling, o nelle freccette.

Fai bene a non scendere nei pettegolezzi, anche perché tutti quelli dell’ambiente sanno benissimo che ha perso “uno” che non faceva parte della bocciofila e ha beneficiato la taverna ringraziando nemmeno tanto velatamente.
Non mi piacciono certe dietrologie e allusioni su presunti “traditori” nella compagine imolese. E gli 8 punti di vantaggio, cosi come si erano guadagnati, poi si possono perdere. Assistiamo spesso a partite in cui anche campionissimi perdono partite “quasi vinte”. Quasi. Due tre colpi “giusti” permettono recuperi anche di una quarantina di punti…e penso, e spero, che nessuno parlerebbe di “regalo”: semplicemente “e’ possibile”.
Se invece una squadra perde un titolo nelle ultime 10/12 giornate si grida al regalo o addirittura al traditore. Non mi piace, non e’ sportivo. Semplicemente “e’ possibile” ….
Ottima analsi Maurizio!