Con grande piacere pubblico un articolo non scritto da me. Ringrazio chi l’ha spedito e spero di riceverne presto altri.


Pescando nella memoria dei giocatori di boccette
Con grande piacere pubblico un articolo non scritto da me. Ringrazio chi l’ha spedito e spero di riceverne presto altri.


Quando Claudio Randi mi ha mandato questa foto che lo ritrae assieme a Roberto Caravita ho provato una stretta al cuore. Ketch, così tutti chiamavamo Caravita, per me non è stato solo un compagno di squadra e spesso anche di coppia, è stato soprattutto un amico. A lungo abbiamo frequentato la stessa compagnia, poi per diversi anni ci eravamo persi di vista. A inizio gennaio 2015 ho saputo che ci aveva lasciato molto prematuramente. Leggi tutto “Compagni di viaggio”
Questa clausura forzata fa brutti scherzi. Ci sarebbe più tempo del solito per scrivere nel blog, ma mi prende spesso una certa apatia, scarseggia l’ispirazione. E allora faccio una cosa diversa dal solito. Sfoglio l’album delle foto. Come d’abitudine ho tutto incasinato, un po’ di qua un po’ di là. L’ordine non è mai stato uno dei miei difetti. Insomma album si fa per dire. Comunque ne ho pescata qualcuna. Senza didascalie perché potete divertirvi voi a riconoscerli. Se volete scrivete qualcosa nei commenti. Dunque cliccate qui sotto. Leggi tutto “Sfogliando l’album”
Il coronavirus sta purtroppo facendo vittime anche nel mondo del biliardo.

Con Luca Casadei non ci siamo mai frequentati. Imolesi tutti e due. Stessa classe 1955. Io cresciuto a pane e De Gregori amando De Andrè. Lui cresciuto a pane e De Andrè amando De Gregori. Abbiamo passioni in comune come la pallacanestro. E ovviamente il biliardo. Lui un campione per tutta la sua lunga carriera. Io mai stato più di un buon giocatore. Ma “battevamo” strade differenti, frequentavamo diverse compagnie, diversi luoghi. C’è voluto questo blog per avvicinarci, per annusarci, per scoprire che tra noi c’era, come definirla, forse potrei dire una certa empatia latente.
Ci ha lasciato purtroppo da pochi giorni un altro grande personaggio del biliardo bolognese, il mitico Chicco Monari.

Io Enrico Rosa me lo ricordavo negli anni 80, quando partecipavo a molte gare nazionali. Nella mia mente era rimasta soprattutto l’immagine di un puntatore molto preciso, decisamente grintoso, fortissimo in coppia con un altro riminese, Sartini, giocatore dalla bocciata mortifera.
Al Nuovo Manzoni di Bologna c’è una parete con centinaia di foto. Non mi sono messo lì a fare i conti, ma credo di non sbagliare se affermo che Giuliano Trebbi è il giocatore che appare più spesso fra tutti gli altri. E non deve essere solo perché lui è ancora lì, se ci andate di pomeriggio probabilmente lo beccate mentre gioca a carte e sorseggia una coca cola. Il motivo vero è che lui è stato uno dei più grandi negli anni epici del biliardo. Non a caso Checco Fava e Valerio Veronesi lo avevano scelto come compagno di coppia per le gare nazionali più importanti. Ma anche in singolo, credetemi, era meglio non incontrarlo. Leggi tutto “Gran puntista, ma non solo…”

Dunque io non sono molto assiduo sul mio blog, ma non sto mica qui a pettinare le bambole. Iuri Minoccheri un po’ me lo sono studiato. Più che altro in tivù. E nei video sui social, dove ormai è più facile trovare una diretta di una partita di boccette che foto di gattini e di piatti gourmet (ed è tutto dire). Così alla fine di questo mio studio, applicato, attento, accuratissimo, ho capito quello che avevate capito anche voi già da un pezzo: ho capito che lui adesso è il numero uno principalmente per un motivo, perché sa fare tutto. Iuri sa fare, bene, tutto. Leggi tutto “Numero uno”
Il rischio più evidente è cadere nel nostalgico, raccontare il classico e stucchevole “c’era una volta” dipingendo un favoloso mondo felice, fatto solo di epica. Un mondo popolato di grandi e piccoli “eroi” del panno verde, mentre oggi tutto sarebbe sbagliato, tutto, alla Bartali, da rifare. L’evoluzione del biliardo, anzi delle boccette, che abbiamo (forse impropriamente) sintetizzato nel titolo “Dal bar allo sport”, è fatta di molteplici aspetti. Non necessariamente positivi o negativi. E comunque qui non mi interessa tanto esprimere opinioni, men che meno giudizi. Quello che vorrei fare è quello che ho fatto per tutta la mia vita di cronista: raccontare, descrivere, testimoniare.
