Massimo Vanin ha vinto il primo “Memorial Antonio Mattioli”, che si è disputato all’Accademia del Biliardo di Abano Terme. Ha sconfitto in finale Enrico Rosa, mentre in semifinale si erano fermati Diego Duranti e Ivano Ugo.

Prima di parlare brevemente della gara e condividere altre immagini, pubblico un ricordo di Antonio Mattioli detto “Capellone” recentemente scomparso. Me lo ha inviato assieme alle foto Fabio Visentin, che ringrazio.
Gioco a biliardo da una ventina d’anni. Dal 2013 partecipo a quasi tutte le gare nazionali, ho fatto un campionato di A1 come titolare e uno come riserva. In questi anni ho pertanto visto tutti i campioni che vanno per la maggiore, in ordine sparso Minoccheri, Corbetta, Ricci, Rosa, Molduzzi, Zoffoli, Corradini e quelli più giovani Rinaldi, Vanni, Destino. Ho maturato quella che si dice una certa esperienza.
Il Capellone l’ho conosciuto a fine 2019, quando per motivi familiari è tornato a vivere in provincia di Padova. I vecchi giocatori se lo ricordavano tutti, io avendo iniziato a giocare tardi non lo conoscevo.
Le cose che gli ho visto fare quando si giocava assieme in Accademia non le ho viste fare a nessuno: effetti al millimetro, stricate, tagliate, corte corte, calci, carambole, prima o seconda, tutte con una percentuale di perfezione elevatissima. Lui vedeva il gioco prima ancora che le biglie si fermassero.
Antonio voleva sempre accompagnarmi nelle trasferte e per strada cominciava con i racconti di scontri mitici a Milano, in Romagna, a Napoli, o in Liguria, tutti poi confermati quando mi capitava di parlare con vecchi giocatori di quelle zone. A volte mi (e ci) faceva pure incazzare, perché giocando non lesinava il dialogo, ma ad ogni suo tiro potevi attingere conoscenza.
Mi manchi e ci mancherai caro Antonio, “Ciao Capellone”

Del Capellone mi parlò tempo fa brevemente anche un altro storico giocatore, il ligure Metodio Bonicioli. Ecco cosa scrisse in un messaggio che ho conservato.
Quello che strabiliava del Capellone era il “sottogioco” pieno di fantasia. La specialità boccette, a quei tempi solitamente abbastanza monotona, nelle sue mani diventava quasi magica. Sicuramente il giocatore più fantasioso che ho visto. Fu grazie a lui che il mitico Guido De Cet si avvicinò al gioco. Vedendo Mattioli si innamorò proprio della sua fantasia.
Bene, ora torno alla gara che si è conclusa domenica e che Massimo Vanin ha vinto giocando a un livello molto alto. Grazie ai soliti encomiabili Massimo Berselli e Valerio Alvisi ho visto qualcosa in diretta durante la giornata, poi ho guardato in differita tutta la finale con Enrico Rosa. Giocando molto bene Vanin ha dominato la partita fino alle fasi finali, quando ancora una volta Rosa è riuscito, grazie alla sua caparbietà e alle sue capacità, a rimettere in discussione il risultato.




Infine un’annotazione personale. Mi è dispiaciuto molto non poter raccogliere l’invito di Fabio Visentin. Avrei partecipato volentieri alla gara, anche per vedere la sala che mi descrivono molto bella. Sarà per l’anno prossimo.

Il grande Mattioli ha lasciato un segno indelebile, io come Visentin l’ho conosciuto questi ultimi anni a Padova, persona squisita , un grande giocatore con una passione fuori misura, mi sarebbe piaciuto ammirare le sue giocate nei bei tempi ma vi garantisco che era bello vedere come giocava anche qua ,e come giocava …
Mancherà tanto a tutti ma soprattutto dove aveva instaurato un grande legame nel circolo Accademia di Abano Terme.
Ringrazio tantissimo Maurizio per il bel articolo è sempre un gran piacere leggerti a presto ciao
Avevo sentito parlare del “capellone” e così sono andato ad Abano ad onorare la sua memoria.
È vero, la sala è bellissima e meriterebbe di ospitare un grand prix.
Ho avuto la fortuna di veder giocare il”Capellone” negli anni 80: mai visto niente di paragonabile. Un autentico fenomeno delle boccette, guardarlo giocati lasciava a bocca aperta. Riposi in pace 💙
dopo aver letto su non so quale social di alcuni “giochi” con le boccette fatti dal Capellone ,mi è tornato in mente un gioco che faceva ,raccontatomi da un suo estimatore …
disponeva sette boccette attaccate alla sponda corta superiore ,distanziate tra di loro dallo spazio di due boccette ,e tranne il primo tiro di partenza ,eventualmente ripetibile e non punibile in caso di errore ,la partita sarebbe stata vinta se avesse imbucato tutte le bilie con meno di 200 tiri ,colpendo le bilie minimo di tre sponde ,e sarebbe stata persa se avesse toccato qualsiasi bilia con meno di tre sponde ,o se non avesse imbucato tutte le bilie entro i 200 tiri ,io sinceramente non ho mai provato , ma se qualcuno volesse farlo ,faccia sapere come è finita 🙂 .
E come ricordo personale ,dopo averne sentito parlare in modo entusiastico da molti giocatori ,e ritenuto da molti il numero uno sul bigliardo in quanto a spettacolarità ,lo incontrai tanti anni fa ,in una partita di campionato provinciale ,e pur avendo sempre condotto una partita di testa ,avevo la sensazione che al primo passo falso mi avrebbe castigato ,vinsi ,e scambiammo quattro chiacchere sulla partita e su conoscenze comuni …. anni dopo lo incrociai in occasione di una gara nazionale , fu lui a vedermi per primo ,mi chiamò ,e anche se era impegnato in una partita di carte ,intrattenemmo una conversazione come farebbero due persone che non si vedono da anni ,al termine ci salutammo e mi disse “cazzo,se giocavi bene ! ” ,ebbene ,quelle semplici tre parole ,dette da lui , mi ripagarono di tante amarezze ,eventi avversi , e torti subiti nel corso degli anni ,bigliardisticamente parlando ,s’intende ….mi scuso se mi sono dilungato , ma ho ritenuto doveroso scrivere queste quattro righe in sua memoria .
Grazie.
Mi chiamo Cesare Pullega e sono un ex giocatore di biliardo e vorrei ricordare il grande giocatore di biliardo Mattioli, soprannominato il CAPELLONE per via dei lunghi capelli oppure chiamato anche SGANGINO, penso per le giocate d’effetto. Questo è stato un vero funambolo del biliardo, un vero e proprio giocoliere. Io mi sono appassionato del gioco della boccette biliardo a vedere le sue giocate, avevo 13 anni e alla domenica mio padre mi dava la paghetta settimanale di 500 lire, ed anziché andare al cinema, andavo al Bar CASA DEL POPOLO di Anzola Emilia perché al pomeriggio della domenica c’era sempre Mattioli che prebeva le scommesse, scommettendo che con 36 tiri di 6 sponde avrebbero messo in buca tutte le boccette. Ebbene per 3 volte vi sono giocato e perso la scommessa, ma sono andato anche alte volte e l’ho sempre visto vincere. Un altro aneddoto del Capellone è stato quando giocando nel campionato Endas, lui giocava al Caffè Grande di Castelfranco Emilia sconfissa la coppia della Coop Anzola BETTI-MONARI, coppia che era imbattuta da,2 campionati Endas. Ero presente, partita tiratissima, 74 punti la coppia BETTI-MONARI e 69 punti la coppia MATTIOLI e non ricordo il suo compagno. Punto di Betti, ultima boccia in mano a Mattioli, Monari aveva ancora una palla, allora c’era la regola che con il pallino giù non si poteva bocciare, ma si poteva solo eventualmente andare a calcio. C’era solamente una boccetta di Betti a metà appoggiata alla sponda laterale destra.
Ebbene il Capellone andò a calcio della boccetta mimmsndo prima il tiro, se la prendo a calcio sulla sinistra sfiorando, la mia boccetta sfiora i birilli di sinistra, mentre la boccetta,di Betti dovrebbe finire sugli ometti. Così disse e così fu, la boccettazdi Betti fini’ sugli ometti e fece 6 punti, vincendo la partita. Il giorno dopo, per la priva volta nella storia, il giornale sportivo Lo STADIO, pubblicò la notizia della sconfitta,di BETTI-MONARI nella prima pagina.